La mostra

Giù la maschera è dedicata a quella forma d’arte straordinariamente ricca e variegata che, con felice definizione, il grande maestro burattinaio bolognese Romano Danielli chiama “il teatro classico italiano di burattini e marionette”.Un genere di spettacolo popolare radicato nella tradizione teatrale del nostro bel paese in modo talmente profondo e ricco di particolarità, da rappresentare un unicum in tutto il panorama del teatro in Occidente.Un patrimonio artistico incomparabile, ben descritto nelle parole del burattinaio e scrittore spagnolo Toni Rumbau: Potrebbe dirsi che in relazione ai burattini e alla pluralità di nomi e eroi popolari, l’Italia costituisce “una vera riserva naturale” degli stessi. Non esiste in Europa nessun altro luogo con caratteristiche similari. Un paradiso per chiunque sia interessato a queste manifestazioni dello spirito umano.Tutto inizia nel ‘500 con gli Zanni della Commedia dell’Arte che si affermano non solo sui palcoscenici degli attori ma anche nelle baracche dei burattini e rapidamente diffondono la Commedia in tutta Europa. Quei personaggi si sono ben presto trasformati nelle maschere che, attraversando i secoli, sono arrivate fino a noi: Pulcinella, Arlecchino, Brighella, Pantalone, il Dottor Balanzone. Poi tra ‘700 e ‘800 si affacciano nuove figure: Gianduja, Gioppino, Fagiolino, Sandrone, Meneghino, Facanapa. Sul finire dell’800 appaiono Barudda, Baciccia e nei primi del ‘900 Bargnocla, Pampalughino, Tascone e Testafina, fino ad arrivare agli ultimi nati nel finale del secolo scorso. Una moltitudine di maschere, personaggi e caratteri raccolti in questa mostra che ci siamo impegnati a rendere la più esaustiva possibile. Se “mancano” alcuni personaggi, è perché qualche maschera storica ha avuto nomi diversi a seconda delle zone del nostro paese o in altri casi non è stato materialmente possibile trovare pezzi da esporre; per i personaggi più recenti, che continuano a nascere con apprezzabile vitalità, abbiamo scelto di proporre quelli che hanno saputo strutturare una significativa continuità di repertorio e di rapporto col pubblico a livello nazionale.I burattini e le marionette esposti provengono da importanti collezioni pubbliche e private che hanno gentilmente acconsentito al prestito e che ringraziamo di cuore. Alcuni di questi pezzi non venivano mostrati in pubblico da qualche decennio.Speriamo che questi materiali, dall’incommensurabile valore di testimonianza teatrale e che sono in larga misura vere e proprie opere d’arte scultorea, possano appassionarvi ad una forma teatrale che conserva viva, anche in quest’epoca di realtà digitale e virtuale, la capacità di radunare davanti alle baracche dei burattini un pubblico numeroso, partecipe e desideroso di rinnovare la magia dello spettacolo dal vivo.

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